Come ormai da tradizione, anche quest’anno Radici nel Cielo ha voluto salutare i bambini che hanno terminato la loro avventura nel progetto 3-6 anni, e che a settembre inizieranno un nuovo percorso educativo, con una notte speciale in natura con i propri papà. Questo momento è ormai diventato una ritualità molto sentita e cercata da grandi e piccini.
Quest’anno sento forte una riflessione sul ruolo del papà e di quanto sia sempre più importante che egli abbia e si prenda spazio e possibilità di stare con i propri figli camminando al loro fianco. A riguardo ci sarebbero tantissimi spunti e punti di vista da approfondire, ma vorrei cogliere l’occasione per condividerne uno forse meno diffuso e conosciuto e che si rifà alle costellazioni familiari. Come scrive Diego Giaimi, che abbiamo la fortuna di avere nel gruppo come papà, “dal punto di vista delle costellazioni familiari, il movimento verso la madre è centrale alla nascita e nei primi anni di vita. Crescendo, però, diventa fondamentale il passaggio verso il padre – figura essenziale per l’autonomia e il cammino nella vita – un movimento che a volte incontra difficoltà, specialmente se la madre trattiene (consapevolmente o meno) il figlio. Una notte vissuta insieme ai papà, prima dell’ingresso nella scuola elementare, può dunque rafforzare questo impulso naturale e vitale verso il padre, necessario per crescere. Attraversare il buio della notte, con l’energia paterna accanto, può essere un’esperienza potente e simbolica. Ritagliare questo tempo e conferirgli un significato rituale è sembrato davvero importante. Al mattino, al risveglio, sono arrivate le mamme con la colazione: presenti, accoglienti, ancora al servizio, anche quando si procede verso e accanto al padre”.
La magia che il bosco sa regalarci è sempre unica e preziosa. Ci riconnette con noi stessi, con la nostra energia e con un sacro ancestrale che si alimenta di fuoco, calore, buio, differenti percezioni dei sensi, spiritualità e vita. E che ci fa ritrovare anche il giusto spazio come padre e come madre. Ancora una volta non può che nascere dentro di me un profondo sentimento di gratitudine. Ancora una volta ringrazio il Maestro Bosco per averci accolti, coccolati e meravigliati. Ancora una volta non posso che ringraziare chi ha camminato insieme a me in questi anni.
Grazie ad Ambra per la sua meraviglia, la sua libertà, la sua fantasia e piacevolezza nell’incontrare gli altri. Grazie a Diego e Francesca per la forza con cui hanno creduto e credono in questo percorso per Ambra, per lo spirito e l’apertura che hanno saputo condividere con il gruppo.
Grazie a Letizia per la volontà di mettersi in gioco provando a superare le proprie difficoltà, per l’allegria e la voglia di cantare, sempre. Grazie ad Emiliano e Silvia per l’impegno, la costanza ed il profondo senso di “bene comune” che hanno portato al progetto.
Grazie a Maria Francesca per la sua curiosità, il suo bisogno e desiderio di selvatico, la sua voglia di costruire ed esplorare con le mani nella terra. Grazie a Marco e Michela per essersi affidati e fidati e per aver “giocato” in un confronto di sguardi e di prospettive anche ben distanti dalle loro.
Grazie
Marco

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